Villa Sovoye, progettata da Le Corbusier e Pierre Jeanneret. 1928-31, Poissy.
Oggi vi presentiamo Villa Sovoye, progettata da Le Corbusier e Pierre Jeanneret. 1928-31, Poissy.

"Solo l'utente ha la parola", afferma in Le Modulor Le Corbusier, architetto svizzero, uno dei grandi maestri del Movimento Moderno. Le Corbusier, dopo aver formulato la sua teoria, il Modulor appunto, afferma che le abitazioni, e quindi l'architettura, devono essere progettate per l'uomo e a misura d'uomo.

Uno dei progetti più famosi dell'architetto è Villa Savoye, costruita su di una collina fuori Parigi; la casa, raggiungibile solo in auto, è stata pensata e progettata dal garage a piano terra, motore e idea del luogo abitativo. Villa Savoye, ovviamente, rappresenta i cinque principi dell'Internation Style:

- Il plan libre (pianta libera), l'opera essendo in cemento armato non ha al suo interno setti murari portanti
- I pilotis (pilastri) che reggono il volume centrale e lo rendono sospeso, tale da poter inserire il garage a pian terreno
- La facade libre (facciata indipendente dalla struttura), cioè abbandonata la funzione strutturale, diventa la tela del progettista che decide i vuoti e i pieni in base al proprio gusto
- La fenetre en longueur (finestra a nastro) è presente su tutti i prospetti dell'abitazione, crea un taglio netto e permette una maggior illuminazione
- Il toit terrasse (terrazzo giardino), accessibile tramite una rampa, non appesantisce la struttura, grazie al cemento armato, ma funge anche da coibente; oltre ad un piccolo orticello è presente anche il solarium.

Piccola chicca, Villa Savoye fu occupata, durante la Seconda Guerra Mondiale, diventando anche un deposito di fieno; si pensò pure di demolirla, ma grazie a Le Corbusier ed altri architetti non fu distrutta; nel 1963, quando lo stato francese comprò l'immobile dal comune di Poissy provò a recuperarla con un primo tentativo firmato dall'architetto Jean Debuisson.